Tra le tante notizie che stanno girando in quest’ultimo periodo riguardo il coronavirus c’è anche chi sta ipotizzando che i fumatori e i tossicodipendenti sono protetti contro il COVID-19.

Sarà davvero così oppure sono soggetti più a rischio?

I ricercatori non sono ancora in grado di dare una risposta definitiva, come si può benissimo immaginare gli esami sono ancora a l’inizio. La scienza ha bisogno di tempo per confermare le loro teorie, ad esempio nel caso delle ricerche sulle malattie virali si devono fare diversi test su un ampio numero di persone in determinati stati di salute.

La notizia che la nicotina riduce la possibilità di contrarre il coronavirus arriva dalla Francia. Questa ipotesi è un po azzardata perché gli esami sono stati fatti su un numero molto basso di persone e non è ancora stata autorizzata dalla Comunità Scientifica Internazionale. In sostanza dagli studi effettuati all’ospedale Pitié-Salpêtrière a Parigi emerge che la nicotina riesca a non fare penetrare il COVID-19 nelle cellule stabilendosi sul recettore cellulare che viene usato anche dal coronavirus. Ma come abbiamo precedentemente detto questo è ancora da appurare, ci sono ancora delle sperimentazioni in corso.

Gran parte dei medici invece sono d’accordo sul fatto che i fumatori in realtà hanno i polmoni più debilitati e perciò hanno più possibilità di contrarre il coronavirus. Inoltre da altri studi è emerso che  i fumatori hanno più probabilità di dover fare i conti con la forma più grave della malattia. Hanno constatato che tra i casi di COVID-19 i fumatori hanno avuto più bisogno di ricorrere alla terapia intensiva e alla ventilazione meccanica.

Le contraddizioni continuano perché poi c’è che ipotizza che tra fumatori e non fumatori non c’è nessuna differenza, hanno tutti la stessa percentuale di rischio di essere contagiati dal COVID-19.

Su una cosa però sono tutti d’accordo ovvero su l’importanza di smettere di fumare. Solo in Italia il numero di morti ogni anno va dai 70.000 agli 83.000.

Per quanto riguarda invece i tossicodipendenti l’ipotesi di una loro immunità da coronavirus arriva da Villa Maraini-CRI (Croce Rossa Italiana) a Roma. Da quando è iniziata l’emergenza hanno osservato che nessuno ha contratto il virus, ma non hanno ancora prove scientifiche perché non hanno ancora potuto effettuare il tampone.

Al momento pensano comunque che la loro immunità sia dovuta al fatto che i tossicodipendenti si trovano con un organismo molto provato sia dalle droghe che dallo stile di vita senza misura che non permette la manifestazione di reazioni infiammatorie tipiche del COVID-19.

Ad ogni modo a livello scientifico questa è un’ipotesi ancora da verificare perché si basa principalmente sulle osservazioni e non su test pratici.

Vedremo se in futuro si riusciranno ad avere delle risposte certe su queste e su altre ipotesi che riguardano il coronavirus di cui ancora purtroppo si sa poco.