Questa è la significativa lettera che hanno scritto le agenzie formative dell’Umbria in merito ai tragici fatti avvenuti ieri nel palazzo della Regione.
Non avremmo mai pensato di doverci trovare nella condizione di dover scrivere questa lettera. È tragico, è ingiusto, è drammatico che due persone, due donne, due impiegate della Regione Umbria siano state uccise mentre svolgevano il proprio lavoro, in luoghi necessariamente aperti al pubblico. È ancora più sconvolgente se pensiamo che le vittime e l’assassino sono persone che operano nel nostro mondo, nella realtà della formazione professionale, con cui condividiamo quotidianità, problematiche, soluzioni e prospettive del settore. L’evento ci segna in maniera indelebile, rischia di tracciare un solco in un modello di collaborazione pubblico-privato, quello dell’istruzione e formazione in Umbria, che si è sempre basato sulla disponibilità professionale e personale, sull’accoglimento di proposte e nuove idee, sulla capacità di individuare di comune accordo le soluzioni più adeguate all’esigenze dell’utenza. Follia, disperazione, mancanza di futuro non possono essere l’alibi per giustificare il tragico gesto compiuto: è impossibile riuscire a dare una spiegazione a questo evento che oggi ci sconvolge e che rischia di rappresentare la fine di un sistema efficace e trasparente di cooperazione. In qualità di rappresentanti delle agenzie formative possiamo testimoniare quanto la crisi economica incida sulla vita delle singole persone in maniera forte, più di quanto le cronache possano far emergere. La povertà, le difficoltà, la disperazione per la mancanza di lavoro sono la nostra quotidianità ed è solo insieme agli enti pubblici preposti che sappiamo affrontarla in modo propositivo e attento ai bisogni dell’individuo. Morire sul posto di lavoro per mano di un folle è una realtà che non ci appartiene; siamo abituati a pensarla nella cronaca al di là dell’oceano. Invece Margherita e Daniela non torneranno a casa. Per noi restano e resteranno sempre i riferimenti fondamentali a cui ispirarci nella quotidianità del lavoro. La passione e l’impegno professionale da loro dimostrato in questi anni sono per noi un esempio da seguire e un invito a prendere sempre più sul serio un lavoro così decisivo per la società.
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