PERUGIA - Arte, comunicazione, musica. Tanti modi diversi per favorire l'integrazione. Sono sei i laboratori proposti nell'ambito del progetto Familing.
Teatro ed espressione corporea "Saltatori di Muri": è questo il nome del laboratorio. E' una citazione di Alexander Langer ("Tentativo di decalogo per la convivenza inter-etnica", 1994) che si vorrebbe provare a "mettere in scena": giovani e migranti - che altri muri hanno dovuto saltare per arrivare fin qui - possono trovare in questo laboratorio un luogo dove incontrarsi e conoscere meglio se stessi, "giocando" con le proprie storie e i propri desideri. L'obiettivo è quello di imparare a guardare con uno sguardo nuovo, gioioso, la città e il quartiere dove si vive per riappropriarsene e fare in modo che i ragazzi siano i protagonisti delle storie che andremo a creare. Il laboratorio è diretto da Danilo Cremonte e Daqui Lema dell'associazione culturale Smascherati!
Lingua e cultura italiana, come allenarsi ad usare la lingua italiana. La Palestra linguistica del Centro servizi giovani di Perugia è un luogo dove gli stranieri vengono ad imparare come si usa la lingua italiana. Molti di loro già conoscono gran parte di quelle 2.000 parole che gli italiani sono soliti usare nella quotidianità. Al contempo non tutti sanno in quali circostanze usare tali parole, o come concatenarle nel modo adeguato per esprimere specifiche richieste o per comprendere quelle altrui. Il termine "palestra" con cui si è deciso di connotare la metodologia didattica scelta, fa riferimento ad una pratica di insegnamento con la quale si è ritenuto necessario fornire agli apprendenti gli attrezzi necessari per acquisire una competenza linguistica di base e per svilupparla autonomamente con giocosità e dinamismo. Il corso prosegue fino a giugno con le lezioni il lunedì e il martedì dalle 18 alle 20.
Musica. Il corso è tenuto da Francesco Palazzetti e Luca Fagiolari, diplomati presso il "Sae Institute" di Milano in tecnologie del suono e produzione musicale (sound engineer). Il concetto su cui si basa il corso è fondato sulla cultura musicale "hip-hop". Il senso è dare in mano ai ragazzi quel mezzo di comunicazione che un po' si è perso, far esprimere il loro pensiero mediante la musica hip-hop e i testi rap, riuscire ad unire le nuove generazioni grazie al potere sociale e culturale che l'hip-hop si è guadagnato nel mondo. Durante il corso i ragazzi apprenderanno anche la storia della cultura hip-hop, impareranno a creare una base musicale, scrivere un testo rap e registrare il tutto per creare ed esprimere da soli la propria musica. Mediante una pagina creata appositamente su Facebook gli iscritti possono restare aggiornati sugli argomenti che verranno trattati ad ogni lezione, fare domande o aprire dibattiti su qualsiasi tema a riguardo.
Street dance urban culture. Si riferisce ad eventi, performance e creazioni coreografiche in spazi pubblici ed indaga il rapporto tra danza, corpo danzante e architettura L'espressione street dance non si pone come definizione di genere ma come apertura stessa, spazio di sperimentazione del corpo nel contesto urbano. Può comprendere al suo interno, in una sorta di insieme aperto, tutte quelle esperienze che integrano danza, movimento, paesaggio urbano e spazio pubblico. Il laboratorio è tenuto da Graciano Da Cruz Marcorelio docente della "Street Dance School" e si svolge il giovedì 17.30 alle 18.30 a Centro servizi giovani di via Settevalli.
Comunicazione interculturale. Il laboratorio è curato dall'associazione MenteGlocale e del Centro Studi Americanistici "Circolo Amerindiano" di Perugia. Si fonda su due concetti chiave. Il primo è quello di giornalismo partecipativo. Il secondo, quello di dialogo tra culture diverse a partire dalle storie di vita.Condotto da professionisti ed esperti di comunicazione, il laboratorio si pone l'obiettivo di fornire agli allievi i rudimenti del mestiere di giornalista e di voce narrante delle seconde generazioni di immigrati. Poca teoria, molta pratica, e una particolare attenzione ai nuovi media: alla fine del percorso formativo gli iscritti diventeranno dei veri e propri reporter di comunità, in grado di raccontare le piccole storie che popolano i luoghi in cui vivono con servizi scritti, audio e video.
Cinema/video editing. L'associazione Laboratorio permanente di cinema Gabriele Anastasio partecipa al progetto "Familing" curando il laboratorio di cinema e video-editing tutti i venerdì dalle 18,30 alle 20,30 presso il Centro servizi giovani di via Settevalli.L'idea che sta alla base del laboratorio è quella di utilizzare il mezzo audio-visivo come veicolo per stimolare l'espressione e la narrazione di sé dei partecipanti. Una serie di attività diverse - dalla visione con commento di filmati, alle attività di interviste e di recitazione, fino a quelle di scrittura e realizzazione di una fiction - ognuna calibrata su specifiche finalità socioeducative, accompagna i partecipanti in un percorso che non è la semplice acquisizione di competenze tecniche, ma è piuttosto una condivisione del vissuto e della cultura di ciascuno. La macchina da presa, infatti, crea un luogo di espressione in cui possono trovare spazio le storie personali di ognuno, raccontate ad un pubblico che, per la sua riproducibilità e per la possibilità di compilazione del materiale girato, è potenzialmente infinito. L'obiettivo è quello di ottenere, al termine del percorso di laboratorio, una serie di filmati di cui i partecipanti sono a tutti gli effetti gli autori e gli ideatori; e che sappiano intrecciare e approfondire le storie individuali fino a creare uno spaccato di realtà carica di valore umano e sociale.
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