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Economia

Umbria Mobilità: stop ai servizi su Roma e accordo sui crediti. I maxi compensi dei dirigenti "bocciati"

Il cda punta a vendere le azioni di Sipa per incassare 2,8 milioni


Stop ai servizi svolti da Umbria Mobilità nella Capitale tramite Roma Tpl Scarl. Subito. E ancora, entro febbraio la firma sull'accordo bonario per il pagamento degli arcinoti 60 milioni di crediti che l'azienda umbra dei trasporti deve incassare per i servizi svolti sul territorio romano. Nel giro di un mese, in buona sostanza, si chiuderà la partita che ha generato l'emergenza finanziaria che da luglio si è abbattuta su UM e l'ha trascinata verso il baratro. Sul cui ciglio, peraltro, si trova ancora.
L'annuncio delle azioni su cui sta lavorando il nuovo cda di Umbria Mobilità è stato fatto ieri mattina dall'ingegner Dante De paolis, che da un paio di mesi ha il suo bel da fare come membro del rinnovato direttivo dell'azienda guidato da Lucio Caporizzi e dall'amministratore delegato Franco Viola.
L'occasione è stata quella del prosieguo della discussione sulla delibera della Giunta Boccali in cui si dà il via libera alla lettera di patronage per le banche (che permetterà di ottenere il prestito ponte da 25 milioni di euro) e in cui, soprattutto, si apre la strada all'operazione della ricapitalizzazione che porterà - secondo le intenzioni - all'ingresso di un nuovo socio di maggioranza.


Il Cda cala il tris
De Paolis ha parlato di tre misure: lo stop immediato (già a febbraio) dei servizi svolti da Umbria Mobilità su Roma con un risparmio per la società umbra di un milione di euro al mese. Addio al maxi-appalto romano? Possibile. Anche se i termini e le condizioni verranno discusse solo in seguito al risanamento di UM. In secondo luogo c'è la questione dei crediti. Umbria Mobilità deve incassare i famosi 60 milioni di euro per cui ha prestato garanzie bancarie "monstre" (si parla di oltre 150 milioni di euro). Soldi che non possono essere riscossi direttamente dagli enti per conto dei quali sono stati svolti i servizi di trasporto (Comune di Roma e Regione Lazio), ma devono essere versati da Roma Tpl Scarl, la società di cui UM ha un terzo delle quote. Si sta trattando in questi giorni per arrivare ad un accordo bonario per il pagamento da chiudere a breve. Sia l'accordo che lo stop alle corse su Roma rientrano nello stesso pacchetto di misure su cui sta lavorando il nuovo cda. Guardando invece alla situazione interna, De Paolis ha parlato di una «valorizzazione in bilancio delle quote di Sipa». Azioni che UM acquistò un paio di anni fa e che adesso verranno rivendute proprio perchè di facile realizzazione. Circa 2,8 milioni di euro che rappresentano ossigeno per le casse dell'azienda.


La delibera non passa
La commissione alla fine ha detto "no". La delibera della Giunta Boccali non è passata, ma se ne dovrà riparlare a breve, Palazzo dei Priori ha fretta. C'è un'azienda da salvare e i tempi sono strettissimi. Le misure che vanno approvate sono queste: A) Acquisizione di risorse finanziarie da parte delle banche grazie alla lettera di patronage da parte dei soci (una garanzia pro quota per cui ogni socio risponde per la sua parte di capitale); B) sottoscrizione di un accordo con i fornitori per il consolidamento dei debiti pregressi (vicini ai 40 milioni di euro); C) vendita del patrimonio immobiliare (dove per altro figura anche un campeggio...); D) dismissione delle attività non direttamente riconducibili al core business (come la società che si occupa di energie alternative; E) reperimento di risorse per la sottoscrizione dell'aumento di capitale sociale riservato ai soci; F) avvio delle procedure per l'ingresso di un nuovo socio che secondo il piano di ristrutturazione degli advisor avrà il ruolo di socio di maggioranza; G) rivisitazione dei costi generali della struttura; H) rivisitazione dei ricavi; I) rivisitazione dei costi operativi e di funzionamento. Alla fine dei giochi, almeno per il momento, il documento non è passato: all'esito del dibattito di ieri mattina, infatti, la votazione è stata la seguente 7 a favore (Pd e Socialisti), 4 contrari (1 PdCi, 2 Pdl e 1 Udc) e 3 astenuti (1 Pd, 1 Idv, 1 Prc).


Rischio fallimento
In Commissione il via libera alla delibera "salva-Umbria Mobilità" non è arrivato. Poco male? Tutt'altro. La Giunta Boccali, infatti, ha raccomandato alla Commissione una rapidità nell'approvazione della pratica, perchè «altrimenti si rischia concretamente il fallimento dell'azienda, con ripercussione sociali drammatiche per Regione e Comune di Perugia». Se non si fa in fretta, bisognerà portare i libri in tribunale. Con l'autobus.


Dirigenti e "bocciati", i maxi compensi
Nella seduta della commissione consiliare è spuntata una tabella con i compensi che Umbria Mobilità paga al management.  Sorprese, tante. Forse troppe. Soprattuttose guardiamo ai maxi compensi dei due vertici “bocciati” a novembre quando l’intero vecchio cda si è dimesso causa crisi finanziaria. Andiamo con ordine. L’ormai ex direttore generale Paolo Paduano (contratto in scadenza ad agosto e in ferie “forzate), prende un maxi compenso lordo da 250mila euro. Non solo. Pur essendo stato “esautorato” da UM, percepisce 150mila euro da Roma Tpl (società partecipata da UM) perchè il suo operato nella Capitale va avanti. L’ex membro del cda, Riccardo Petroni (dimessosi a novembre), percepisce invece 150mila euro da Roma Tpl. Torniamo ad oggi. Al direttore amministrativo Mauro Proietti: 150mila euro. Pasquale Pasquini, dirigente ufficio legale: 115mila euro più 150mila euro da Roma Tpl. Stefania Di Serio, dirigente sicurezza: 100mila euro. Mauro Fagioli, direttore tecnico: 100mila euro. Altri dirigenti: Massimo Sabatini: 85mila euro; Gianni Sciurpi: 110mila euro; Luca Dello Russo: 70mila euro, così come Antonio Federici. Franco Viola, amministratore delegato: 200mila euro.