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Economia

Perugina-Nestl├Ę, il rilancio in Usa passa dal Bacio

Si punta sulla forza storica del brand e sull'appeal della Scuola del cioccolato


I prodotti di punta su cui si baserà la strategia di attacco al mercato Usa saranno gli storici Baci Perugina, che hanno fatto registrare un +27% nel 2010, procedendo con il lancio su canali selezionati del Bacio Bianco, sulla scia di una crescita del 18% all'anno del mercato del cioccolato bianco. Ma si punta anche sulle tavolette in otto gusti, sul panettone e sui classici cioccolatini.

Perugina conta sul fascino del made in Italy 100% per rilanciarsi nel mercato americano: l'obiettivo è crescere del 10% quest'anno, dopo un 2011 chiuso con un fatturato a +11% e un primo trimestre 2012 iniziato con una crescita a doppia cifra.

A presentare la strategia di marketing che Perugina ha deciso di adottare Oltreoceano è il direttore generale della divisione dolciari di Nestlè che, in un'intervista al quotidiano Italia Oggi, sottolinea il continuo supporto alla crescita dato dalla notorietà del marchio, da una parte, e lo sviluppo dei canali distributivi dall'altra.

Al centro della comunicazione, l'immancabile messaggio d'amore e le forti radici storiche legate alla storia di Luisa Spagnoli e Giovanni Buitoni, artefici della ricetta del Bacio, ma anche il recente debutto della Scuola di cioccolato Perugina ad Eataly, il centro enogastronomico realizzato a New York - città in cui, peraltro, la performance del marchio ha raggiunto una quota tripla rispetto alla media -, dove la scuola propone ai visitatori un viaggio interattivo alla scoperta delle origini del cioccolato e del marchio Perugina. Spazio ai corsi di cucina, dunque, un'iniziativa che, grazie al forte interesse dei consumatori americani, porta la Scuola del cioccolato a presenziare spesso in tv. E si investe anche nelle sponsorizzazioni, come nel caso dell'Italian Film festival, e nella partecipazione ad eventi nell'area del design, in collaborazione con altri marchi del made in Italy.

«Quello di Perugina negli Usa è un ritorno», spiega Corrado Castrovillari, nel sottolineare che l'obiettivo è farsi spazio in un mercato del cioccolato che in America cresce di circa il 7% annuo (vale 1 miliardo di euro). E intanto si guarda con interesse anche all'Australia e al Canada.