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Economia

Lotta all'evasione, ora il Fisco "spia" tutte le telefonate

I dati delle utenze di cittadini e imprese, compresi gli importi di fatturazioni e ricariche, saranno trasmessi all'Anagrafe tributaria


Non scherza l'Agenzia delle entrate e, tra le misure di contrasto all'evasione fiscale, dopo lo "spesometro" e l'invio obbligatorio di tutti i movimento sui conti correnti bancari e postali, rende operativo anche il "telefonometro". In pratica, l'orecchio del fisco s'abbatte sulle telefonate di tutti (da rete fissa, mobile e satellitare), per sapere quanto parla ognuno e, quindi, quanto spende.

Succede che, con il provvedimento n. 2012/10563, pubblicato ieri, l'Agenzia delle entrate ha disposto che gli operatori della telefonia, fissa e mobile, debbono comunicare all'Anagrafe tributaria non solo i contratti - con relative spese degli utenti - della clientela business (per lo più imprenditori e professionisti), ma anche quelli di tutti i cittadini. La misura riguarda anche per gli smarthpone. Tutti i dati inerenti alle utenze, ai consumi fatturati e al credito acquistato finiranno nel cervellone dell'Anagrafe tributaria. I dati del "telefonometro" costituiscono un altro tassello degli indicatori (come lo "spesometro") che vengono utilizzati dal Fisco per risalire al reale tenore di vita del contribuente. In base a quest'ultimo si assegna un reddito presunto (necessario, appunto, per sostenere il tenore di vita rilevato da questi e altri indicatori). Se questo supera di almeno il 20% il reddito reale dichiarato dal contribuente (l'analisi si allarga, tuttavia, anche ai suoi familiari), il cittadino viene chiamato a spiegare e, se non risulta convincente, o paga quanto richiesto dal Fisco, oppure si vede sottoposto a controlli fiscali approfonditi.

Il primo invio di tutti i dati, afferma il provvedimento dell'Agenzia delle entrate, dovrà avvenire entro il prossimo primo ottobre, per quanto concerne le utenze del 2011. I dati delle utenze 2012 dovranno, invece, essere inviate entro il 30 aprile 2013 e così via per gli anni successivi. L'invio avverrà attraverso il servizio telematico Entratel, già coordinato con i potenti software della Tributaria, che dislocheranno quanto ricevuto presso la scheda di ciascun contribuente e dei suoi familiari, così da tenere continuamente aggiornata la situazione (come detto, insieme ad altri numerosi indicatori tra cui lo "spesometro" e i movimenti sul conto corrente) del suo reale tenore di vita.

Intanto, proprio in tema di "spesometro" scattano per i commercianti importanti adempimenti, tra cui quello di comunicare al Fisco l'identitkit (codice fiscale e importo speso) di chi ha effettuato acquisti oltre i 3mila 600 euro nel secondo semestre 2011.

Alla luce di tutti questi elementi ("spesometro", "telefonometro", movimenti e saldi nel conto corrente e altri ancora), l'amministrazione finanziaria costruirà una sorta di "black list" (lista nera) di persone e imprese che verranno sottoposte a controlli fiscali approfonditi. In pratica, si colpirà praticamente a colpo sicuro. O quasi.