Un'università che si trasformi sempre più da generalista in ateneo della ricerca e che sappia attrarre risorse dall'esterno, perché quelle che arriveranno dallo Stato “per quanto sostanziose potranno essere, non saranno sufficienti a garantire gli obiettivi”. E' uno dei passaggi cruciali della relazione con la quale il rettore, Francesco Bistoni, ha inaugurato il 704esimo anno accademico dell'ateneo perugino. Bistoni ha rivendicato il buon posizionamento dell'Università umbra nel panorama europeo e nazionale, ma ha anche sottolineato come la competizione e il restringimento delle risorse non potrà non portare a qualche conseguenza. “Abbiamo già provveduto a ridurre il numero dei corsi – ha detto il rettore - ma non possiamo spingerci oltre in questa direzione altrimenti ci esponiamo al rischio di impoverire la nostra offerta formativa”. Anche per questo, secondo Bistoni, occorre virare verso l'Università della ricerca. E in questo ambito, saper contemperare le esigenze della “ricerca pura” con il reperimento di fondi che può arrivare solo dalla ricerca “rivolta all'innovazione e alla produttività”, ambiti in grado di attrarre l'attenzione del mondo dell'impresa “sia regionale che nazionale”. Alla cerimonia di inaugurazione, chiusa dalla prolusione del professor Andrea Bollino su “La sfida globale dello sviluppo sostenibile”, hanno preso la parola anche Letizia Pietrolata come portavoce del personale tecnico e Alessandro Tassi in rappresentanza degli studenti. Entrambi hanno chiesto al rettore un'interlocuzione proficua che diventa tanto più importante in un momento di crisi e di riduzione delle risorse come quello che l'intero Paese sta attraversando.
Più commentate