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Cronaca

Anche a ticket scaduto la multa è illegittima

Parcheggi, il Ministero: si paga solo la differenza


PERUGIA - In effetti, il comma 6 dell'articolo 157 del Codice della strada dice semplicemente che «...ove esiste il dispositivo di controllo della durata della sosta è fatto obbligo di porlo in funzione». Non aggiungendo nulla in merito alle conseguenze di una sosta prolungata rispetto a quanto pagato per il ticket.

Per questo diversi giudici di pace in Italia - e in Umbria - hanno applicato alla lettera quanto disposto dal codice e, soprattutto, fatto proprio un parere che nel 2010 era stato emesso dal ministero delle Infrastrutture e dei trasporti. Nel documento si spiegava che se la «sosta viene effettuata omettendo l'acquisto del ticket orario, deve essere necessariamente applicata la sanzione. Se invece viene acquistato il ticket, ma la sosta si prolunga oltre l'orario di competenza non si applicano sanzioni, ma si dà corso al recupero delle ulteriori somme dovute».

Niente multa, dunque. Semmai, un versamento extra relativo al tempo in più in cui si è sostato sulle strisce blu senza avere effettuato il pagamento preventivo. Il problema è che spesso la sanzione per il ticket scaduto non supera i 25 euro. Fare ricorso al giudice di pace per annullare la multa ha un costo superiore - circa 38 euro - e dunque spesso i multati - ammesso che siano stati a conoscenza di questa "scappatoia" - hanno rinunciato ad opporsi, limitandosi a pagare il verbale.

Di fatto però, proporre questo parere a chi di competenza non solo potrebbe evitare di pagare qualcosa di "illegittimo". Potrebbe, più che altro, diffondere una cultura di legalità per cui non si chieda agli automobilisti - già tartassati da costi immani per benzina, assicurazioni e quant'altro - qualcosa che non dovrebbero pagare. Perché spesso vigili urbani e ausiliari del traffico fanno la "guardia" agli stalli di sosta a pagamento e "puniscono" con puntualità svizzera chi sgarra anche solo di una manciata di minuti. In realtà, la richiesta che dovrebbe essere fatta a rigor di logica - e di legge - dovrebbe riguardare soltanto il tempo che intercorre tra la fine della sosta pagata e il momento in cui si va a riprendere la macchina. Si tratterebbe insomma di qualche euro invece dei 25 che - in media - vengono richiesti per questo tipo di sanzione. Che, fra l'altro, non c'è.

Certo, fare ricorso non è poi così agevole. Al di là dell'esborso economico, bisogna mettersi in fila tra scartoffie e attese e comunque aspettare e sperare che il giudice dia ragione a questa interpretazione e stralci la multa.

Allora, aspettando che la prassi di fare cassa a discapito dei ritardatari smetta di essere un'abitudine, bisognerà attrezzarsi con qualche piccolo accorgimento. Come, ad esempio, quello di infilare nei parcometri qualche monetina in più. Così, vigili o ausiliari avranno vita dura e per staccare il verbale dovranno rimetterci l'orologio.