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Politica

Elezioni, Guardalben e Todini fanno sul serio

La corsa a sindaco si infiamma, il coordinatore comunale del Pdl: sono pronto. L'ex dirigente regionale: vogliamo mettere insieme chi vuole il meglio per Terni


Dario Guardalben

TERNI - Come i cavalieri del Palio di Siena che girano intorno ai canapi per prepararsi alla mossa. Così gli aspiranti sindaci che dopo un'estate di sussurri e voci escono più o meno allo scoperto. La "contrada" è quello del centrodestra, ma a seconda delle manovre il confine potrebbe essere più ampio. Di sicuro stanno facendo sul serio sia il coordinatore comunale del Pd, Dario Guardalben, che l'ex segretario generale del consiglio regionale Franco Todini, i cui nomi hanno animato il gossip della politica sotto l'ombrellone.

Guardalben, stimato insegnante, membro del cda dell'accademia "Santa Cecilia" di Roma nonchè consigliere comunale di lungo corso, già a luglio ha formalizzato ai vertici del Pdl la propria disponibilità a candidarsi a sindaco. Da lì sono cominciati una serie di "sondaggi" con diversi mondi e settori della città. «Tutti molto positivi, tanto da rafforzare in me questa convinzione», ammette il professore che ormai non si nasconde. E che già a fine mese starebbe organizzando un'iniziativa pubblica che di fatto dovrebbe dare il "la" alla sua corsa verso palazzo Spada. Resta tuttavia da capire se avrà la totale investitura da parte del Pdl dove c'è chi tuttavia continua a inseguire il "jolly", il nome esterno capace di andare oltre gli schieramenti precostituiti - qualora ne siano rimasti - affetto come è da tempo dalla "sindrome Ciaurro".

«Io credo che i tentativi vadano fatti - afferma Guardalben - ma non debba essere una ricerca ossessiva. È vero, c'è un fermento in città che, con le dovute proporzioni, ricorda quello del '92-'93. E questo è sicuramente positivo perché è il segno di una città che non si vuole rassegnare alla teoria del declino».

In questo contesto, dunque, il Pdl dovrebbe fare da "collante" tra i vari movimenti e le diverse associazioni che stanno nascendo per proporre un'alternativa al governo cittadino attuale. «È un auspicio - conclude Guardalben - ma non deve essere un rassemblement che mette tutti insieme per forza».

D'altronde il quadro politico cittadino va frammentandosi in maniera esponenziale in vista delle prossime elezioni amministrative del 2014 ed è l'obiettivo di molti quello di riuscire a fare da soggetto catalizzatore. Lo stesso di Franco Todini ancora restio a parlare dell'operazione che lo vedrebbe protagonista. In questi giorni tuttavia si dovrebbe arrivare a una stretta nel giro di "consultazioni" avviate in questi mesi e alla fine di settembre le intenzioni dovrebbero essere svelate. «Quello che stiamo cercando di fare - si limita a dire Todini - è aggregare persone di buona volontà che vogliono il meglio per la città. I nostri interlocutori sono prima di tutto i cittadini tra i quali è sempre più crescente la richiesta di cambiamento. I partiti? Se ci sono ben vengano». Altrimenti si va avanti uguale. Abboccamenti tra Todini e il Pdl ci sarebbero comunque stati poiché tra i piediellini c'è chi vede la possibilità di allargare i confini dello schieramento di centrodestra viste le simpatie che l'ex dirigente regionale potrebbe guadagnarsi in una parte dell'ala moderata del Pd. Da capire poi se l'eventuale candidatura di Todini venga raccolta da quella che potrebbe essere l'evoluzione del movimento "Terni da salvare" che tuttavia ha già presentato il suo candidato sindaco, il medico Valerio Mecarelli.

Chi resta per ora alla finestra nel centrodestra - a quanto pare tutto da costruire - sono i Fratelli d'Italia. «A oggi l'alleanza politica con il Pdl non esiste più - afferma il consigliere regionale Alfredo De Sio - non c'è a livello nazionale e non c'è a livello locale. Certo, li possiamo considerare interlocutori privilegiati, ma l'unica coalizione che siamo disponibili a sostenere è quella del cambiamento e alternativa alla sinistra. Per vincere - continua - bisogna allargare la coalizione come siamo stati abituati a concepirla in questi anni. Vanno bene i candidati di bandiera, ma solo se si sono battute tutte le strade per cercare il nome che possa rappresentare un valore aggiunto. E alla fine ognuno ha comunque la propria "bandiera" da proporre, con le primarie che possono essere lo strumento per individuare il candidato all'interno della coalizione. Guardalben e Todini? Nomi che possono essere sufficienti o insufficienti, occorre vedere quello che riescono ad aggregare».

FIRME PER IL REFERENDUM

Sono circa 2000 le firme per i sei referendum sui temi della giustizia raccolti dal coordinamento comunale e provinciale del Pdl. I motivi della campagna sono stati illustrati ieri mattina da Dario Guardalben e dal vicecoordinatore provinciale Sergio Bruschini. «Si tratta di quesiti importanti, che segnalano la difficoltà del Parlamento nel fare le riforme e non riguardano, come si vuol far credere, le vicende di Berlusconi», ha detto Bruscini. Per sottoscrivere i moduli per il referendum c'è tempo fino al 15 settembre sia nella sede del Pdl di via Barbarasa che presso gli uffici del Comune.