PERUGIA - Uno "shottino" dietro l'altro, l'alcol negli occhi, la birra sulle scalette del Duomo o in un vicolo, lontano da sguardi indiscreti. Questa è la cruda realtà del consumo di alcol tra i giovanissimi. Si tratta di un allarme che coinvolge la salute dei ragazzi e il loro sviluppo corretto; ma dietro il consumo di alcol c'è anche un altro fenomeno, cioè quello di come i ragazzi si procurano vino, birra e superalcolici.
In Umbria i consumatori giornalieri di bevande alcoliche sono quasi un terzo della popolazione di 11 anni e più (31%), con marcate differenze di genere: 45,2% i maschi e 17,8% le femmine. I dati sono quelli dell'Istat. La quota di consumatori giornalieri ha un andamento crescente all'aumentare dell'età fino ai 64 anni: tra i minorenni il valore si attesta al 2% e via via cresce raggiungendo il massimo tra i 60-64 anni (46,4%; 65,9% tra gli uomini e 28% tra le donne), diminuendo al 36,1% tra la popolazione molto anziana.
L'alcol è una tentazione che adesso inizia ad attirare anche i ragazzi nemmeno adolescenti. La fascia più critica è quella dei 14-15enni, ma le eccezioni sull'età non sono più delle "rarità". Non è solo il primo approccio al bicchiere, il dato preoccupante, rilevato dai pronto soccorso dei due principali ospedali umbri, è l'abuso di alcolici. Abuso che porta a malori, all'intossicazione, al coma etilico nei casi più gravi e conseguenti trattamenti d'urgenza e ricoveri.
Prima di arrivare al ricovero, però, c'è la fase di recupero dell'alcol. Il dato emerge dal Tribunale dei Minori e dalle udienze che si celebrano quotidianamente. E ogni giorno sono due o tre i casi di ragazzi accusati di furto di alcolici. C'è l'udienza per il 17enne che, in compagnia di altri due minori, ha distratto il barista di una discoteca per sottrarre le prime bottiglie che c'erano sotto al bancone. C'è l'udienza a carico di un gruppetto di giovani che di sabato pomeriggio, quando si avvicina l'ora dell'aperitivo, si è intrufolato fra gli scaffali di un negozio e ha gonfiato borse e giacconi con bottiglie di superalcolici, convinto che, una volta guadagnata l'uscita, sarebbe cominciata una lunga nottata a birra e vino. Altri casi riguardano il furto di alcolici, soprattutto birre, dai frigoriferi dei bar. Poi si mette tutto insieme e ci si sbronza nei parchi o nei vicoli della città.
A Perugia si registra una media di 40 casi all'anno. "Sui circa 300 casi trattati in media in un anno - spiega il primario del Pronto soccorso, Mario Capruzzi - il 12% di questi riguarda ragazzi tra i 14 e i 16 anni. Ma l'attenzione, a livello regionale, ma anche nazionale, si sta spostando all'indietro". Una percentuale che grosso modo sembra essere "rispettata" anche a Terni, dove, in un periodo particolarmente critico (estate 2009), si è arrivati anche a più di cinque casi alla settimana. "Quando all'alcol si aggiungono poi anche le droghe, i rischi evidentemente si moltiplicano. Rischi per la salute dei giovanissimi assuntori, ma anche per gli altri, in termini di incidenti stradali, per esempio". Ma, per quanto l'abuso di birra, vino, liquori, si stia diffondendo sempre di più, l'Umbria, rispetto a molte regioni italiane, rappresenta un'eccezione. Il suo trend di crescita, infatti, è inferiore alla media nazionale.
Sarà un caso che nella pubblicità di tutte le maggiori agenzie di investigazione della regione appaia la dicitura "sorveglianza di minori" e "controllo giovani"? Visti i dati non è un caso, ma un ulteriore segnale di allarme.
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